Ricerche


Alla ricerca di Anima

Autore: Corrado Malanga
Tipo: Ricerche
Data: Luglio 2005
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Nelle mie indagini riguardanti l’esistenza degli alieni e le loro interferenze sugli esseri umani mi sono imbattuto spesso in discorsi sull’Anima: l’Anima sarebbe ciò a cui gli alieni ambiscono e vorrebbero sottrarci, ma che non tutti gli esseri umani possiedono.
Le più importanti famiglie della Terra, essendo i loro membri privi d’Anima, al fine di avere un po' di Anime dagli alieni, spalleggerebbero il loro progetto e gli alieni sottrarrebbero Anime agli esseri umani e ne fornirebbero alcune ai vari potenti del mondo per vivere, tutti insieme, di vita immortale.
Questo, per quanto fantastico ed incredibile, è ciò che ho scritto nei miei precedenti lavori, ma... mi rendo perfettamente conto del fatto che le poche righe appena scritte mi fanno classificare come un pazzo allucinato.
Mi è pure chiaro che queste dichiarazioni possono essere utilizzate contro di me, per farmi interdire dall’intera galassia.
La prima sensazione è di panico.
Vorrei comunicare dati che ritengo molto importanti, ma non sono sicuro che la comunicazione riuscirà ad andare a buon fine: potrei essere interdetto domattina come pazzo furioso.

Vengo da una formazione di studi galileiana e non credevo che Platone fosse un personaggio degno di attenzione: nessuno, nel corso dei miei studi, mi aveva mai parlato a fondo di lui, così l’ho scoperto dopo più di cinquant’anni di vita. L’ho scoperto per caso, perché le ipnosi regressive sugli addotti da alieni conducono sempre in una sola direzione: all’esistenza di qualcosa che chiameremo, per convenzione e convenienza, Anima.
Io, essendo ateo, mi ponevo con estrema razionalità di fronte alla componente animica dell’essere umano e credevo di poterla interpretare come risposta ad uno stimolo di tipo ipnotico che io stesso, magari inaspettatamente, producevo negli addotti, tuttavia i dati, nel corso delle indagini, si accumulavano di giorno in giorno, di settimana in settimana, ed alla fine mi sono trovato a non poter più continuare a far finta di niente, perché era evidente che l'Anima, o come vogliamo chiamarla, esiste e si manifesta come la cosa più reale dell’universo. Ho cominciato a scrivere qualcosa su questo argomento e gli ufologi italiani si sono scagliati contro l’idea di Anima come contro il loro peggiore nemico.

L’idea, spesso rifiutata, che l’Anima sia qualcosa che caratterizza una natura tipicaMente umana è classica di alcune culture, ma la cultura scientifica dice che l’Anima non c’è: non si può misurare, quindi non esiste, mentre la Chiesa dice che tutti hanno l’Anima e che si deve essere in grazia del signore (con la “s” minuscola - N.d.A.), il quale provvederà a classificare e sistemare buoni e cattivi secondo i suoi criteri personali.
Io capivo poco di teologia, capivo poco di paranormalità, capivo poco di tutto, forse anche di ipnosi regressiva, che praticavo da almeno 15 anni, ma sicuramente capivo molto di chimica organica. Lavoravo nella ricerca da più di tre lustri ed ero stato bocciato ad un concorso da professore associato: questo mi dava la garanzia di essere una persona per bene ed intelligente. Avevo inoltre eseguito anche i test psicologici più importanti, per verificare la mia capacità di correlarmi con l’esterno, ed ero risultato estremaMente abile nella sintesi e nel ragionamento. Dunque non ero pazzo né esaltato né preso da manie di protagonismo e mi trovavo di fronte ad una realtà che dovevo descrivere e riportare ad altri, ma per farlo dovevo anche essere credibile, altrimenti non avrei ottenuto altro che far perdere tempo ai miei lettori.

Nel frattempo, i gruppi ufologici italiani, e non solo loro, mi davano del pazzo incompetente. Il Cun, dal quale ero uscito dopo una militanza durata 30 e passa anni, aveva sentenziato che ero pazzo.
Il Cisu (Centro Italiano di Studi Ufologici), appoggiandosi al Cicap, aveva confermato la sentenza del Cun.
Il Parsec, gruppo di studi sui fenomeni di abduction (ex gruppo Cun, ora indipendente? - N.d.A.), continuava a sostenere che un chimico non può capire niente di abduction, quindi tutto ciò che dicevo era praticamente sterco steso a seccare sotto sole d’agosto.
Nel frattempo altri gruppi ufologici si schieravano non tanto a favore di Tizio o di Caio, bensì a favore di “non so”, “ si starà a vedere”, “in futuro si guarderà”, “gli Inglesi hanno detto che le ipnosi non servono a niente”, “Malanga si scopa le addotte”, “Malanga è comunista”, “Malanga è il guru dell’ufologia italiana”...
Chi legge dovrebbe mettersi per un attimo nei miei panni.
Mi sveglio una mattina e scopro che, su Internet, dicono che sono il responsabile di crisi familiari, che ho mandato gente all’ospedale, che le ho fatto prendere il Prozac… ed io mi chiedo chi sia a dire quelle stronzate, poi scopro che sono sempre gli stessi: gli ufologi italiani.
Certo gli Americani se ne fregano di quel che succede in Italia, così come fanno gli Inglesi ed i Francesi, e gli ufologi italiani, stranamente e contro il loro interessi, dicono che sono io la causa dei loro problemi.
Io ho denunciato l'esistenza delle interferenze aliene sul nostro pianeta più di chiunque altro in Italia ed ho esaminato scientificamente le prove di questa esistenza da decenni, sono stato l’unico ad aver effettuato analisi sul filmato Santilli (l’autopsia di un alieno, ricordate?), l’unico ad aver eseguito analisi sugli addotti utilizzando tecniche grafologiche, il primo ad aver studiato con la computer-grafica i filmati degli UFO, l’unico ad essere andato in televisione a sputtanarsi per difendere gli ufologi italiani, il primo ad aver eseguito analisi e studi sui testi antichi che parlano di UFO nell'antica India, l’unico in Europa, insieme ad Eltio Aselof, ad aver studiato in modo scientifico i crop circle ed uno dei pochi ad aver resistito alle ingerenze politico-militari.
Per tutte queste ragioni sono arrivato fin qui, ma devo ancora compiere il passo finale, quello dopo il quale tutto sarà stato detto e non mi rimarrà altro che andare in pensione, perché altro non potrò fare: devo tentare di illustrare al meglio il concetto di Anima, di Anima come io l’ho sentita, ascoltata, percepita durante le ipnosi regressive.
Da parte mia far questo era un dovere, perché i lettori, addotti o non addotti, con o senza Anima, potessero confrontarsi con le mie affermazioni e cercare di guardarsi dentro in modo più consono alle nuove acquisizioni.
Era giunto il momento di smetterla di parlare di altri (gli alieni) e di cominciare a parlare di noi, di Anime.

[ continua... ]

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