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Bosco della Roccaccia: Cesio, Cesio, ancora Cesio

Autore: Corrado Malanga
Tipo: Articoli
Data: Maggio 1997
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I recenti fatti a presunto carattere ufologico di Tarquinia hanno risollevato una questione rimasta sempre irrisolta: riguarda certi tipi di inquinamento da Cesio, le cui tracce spesso sono state riscontate al suolo, in concomitanza di avvistamenti ufologici.

A Tarquinia, come a Tunguska, come a Cernobyl! A Cernobyl, dopo l'esplosione di parte reattore nucleare russo, i livelli di inquinamento da Cesio radioattivo, quale del decadimento di alcune reazioni nucleari che avvengono nel reattore, alle stelle in tutta Europa. In quel periodo, chi effettuò le misurazioni di radionuclidi, si accorse come le autorità costituite mentissero spudoratamente sui livelli di radioattivo che inquinava il territorio della penisola italiana.

Ma cosa vuol dire la presenza del Cesio ad un inquinamento forse dovuto ad un evento ufologico? Vuol dire semplicemente che se c'è una relazione tra un evento ufologico, come quello in questione di Tarquinia, e la presenza del Cesio, forse si possono fare delle ipotesi sulla tecnologia a base di questo metallo alcalino ed avere le idee più chiare sul funzionamento di queste strane macchine volanti chiamate UFO.

A cosa serve il Cesio? Innanzitutto bisogna dire che di Cesio, sulla Terra ce n'è piuttosto poco, perché risulta essere il quarantesimo elemento che compone la crosta terrestre; si riscontra in rocce granitiche al di sotto delle 1.0 ppm (parti per milione), nelle rocce sedimentarie lo troviamo con 4 ppm, mentre nelle rocce di origine marina la sua percentuale scende alle 0.2 ppm. Inquinamenti naturali sono quindi da escludere a priori e, dove c'è troppo Cesio, qualcuno o qualcosa lo ha portato sin lì. Il 30 giugno del 1908 a Tunguska, in Siberia, cadde qualcosa di grosso dal cielo e, al di là di tutte le illazioni che a posteriori si possono fare su quel misterioso evento, sta di fatto che il contenuto di Cesio radioattivo nella zona risultava essere decisamente più alto del normale agli occhi vigili delle diverse commissioni di studio che hanno tentato di dare una spiegazione al fenomeno.

Il Cesio oggi è molto utilizzato, non solo in applicazioni di chimica organica, ma per risolvere problemi energetici legati alla ricerca spaziale. Infatti, per esempio, il Cesio che ha un punto di fusione di soli 29 gradi centigradi, può facilmente essere portato nello spazio dove viene fatto fondere con poco dispendio di energie, viene quindi ionizzato (gli si toglie un elettrone così da renderlo Cesio positivo). Il Cesio ionico così ottenuto può essere accelerato da un campo elettrico e sparato fuori da piccoli ugelli e, per il principio di azione-reazione, tutto ciò conferirà una spinta in direzione opposta all'espulsione del metallo nello spazio.

Ma con questo sistema, tuttora allo studio della NASA. si possono muovere piccoli corpi e non certo astronavi-madre, anche perché l'inquinamento prodotto dal Cesio sarebbe drammatico per gli abitanti del pianeta sorvolato da una ipotetica astronave a Cesio ionico. Ma un'applicazione più interessante è invece legata alla Magnetoidrodinamica (MHD). IL metallo è infatti più vantaggiosamente impiegato nell'ottenimento di getti al plasma in generatori MHD a ciclo chiuso, che in reattivi nucleari ad alta temperatura come primaria sorgente di energia. In queste macchine i gas di combustione vengono messi in contatto con ossidi o carbonati di Cesio, si forma così un plasma fortemente ionizzato che viene accelerato attraverso un campo magnetico prodotto da un superconduttore, generando una corrente elettrica perpendicolarmente al flusso del plasma. Le prime macchine del genere risalgono alla tecnologia russa del 1960, con una macchina che sviluppava 20 MegaWatt di energia. Tali macchinari a ciclo chiuso non sono inquinanti in condizioni standard normali, ma se in un qualsiasi incidente si rompe il guscio protettivo ed esce il plasma, è bene non trovarsi in zona quando tutto ciò accade.

In conclusione: se da una parte la presenza del Cesio radioattivo o semplicemente ionizzato può essere messa in relazione con tecnologie sicuramente avanzatissime di carattere aerospaziale, solo un incidente potrebbe essere la causa della sua dispersione nello spazio, un malfunzionamento come forse qualcuno dice sia successo a Tunguska, a causa del crash di un corpo tecnologicamente avanzato, una macchina aliena alla Terra, precipitata sul nostro pianeta. Così come è successo nell'incidente di Cernobyl, in cui l'uomo è stato la causa di inquinamento, e sicuramente così anche a Tarquinia dove o si pensa ad un incidente di natura esogena al pianeta Terra o, ancora più prosaicamente, all'inquinamento dovuto alla centrale di Montalto di Castro, dove le autorità dicono che il Cesio non è mai stato usato. Quale sarà la verità?



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