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L'odissea spaziale di Baruk: una sperimentazione genetica scritta nel 600 a.C.

Autore: Corrado Malanga
Tipo: Articoli
Data: Novembre 1998
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Leggendo alcuni passi dei testi apocrifi del Vecchio Testamento risulta chiaro che gli Alieni hanno accompagnato l'Uomo fin dalla sua alba... e l'addotto renderà gloria a Dio...

Esistono importanti studi sulle antiche scritture che esaminano la possibilità che gli alieni abbiano visitato il nostro mondo prima che noi fossimo in grado di accorgercene od almeno prima che gli storici scrivessero la storia così com'è oggi.

Religioni costruite ad hoc, mondi scientifici basati su di una totale assenza di alieni, tradizioni e testi antichi purgati da strani racconti che possano far pensare che le cose non stiano come ce le raccontano; e le testimonianze antiche sono lì, ferme, in attesa di essere interpretate.

Guai, però, a dire che la civiltà egizia potrebbe aver avuto a che fare con interferenze aliene, guai a sostenere che in America Latina, nella penisola dello Yucatan, le razze precolombiane avevano ingiustificabili conoscenze di natura estremamente sofisticata riguardanti la posizione delle stelle nel nostro firmamento.

Guai a nominare le antiche leggende irlandesi che parlano degli dei venuti dallo Spazio, i quali insegnavano ai terrestri le più banali arti, come la coltivazione dei cereali o la costruzione di acquedotti.

A chi appartengono, poi, i cadaveri di tre esseri umani alti più di tre metri, che il lama Lobsang Rampa racconta di aver visto in una caverna sotto il Potala, a Lhasa (Tibet), custoditi segretamente e riconosciuti come gli antichi giganti abitanti della Terra prima del diluvio universale?

Sono figli delle stelle gli angeli cui fa riferimento il sesto capitolo del libro etiopico di Enoch, nel riferire di una razza di Vigilanti, successivamente distrutta da Dio con il diluvio?

I progenitori di questa stessa razza, gli angeli caduti (ma noi diremmo dissidenti) saranno quindi relegati in una prigione spaziale fatta di nove brillantissime stelle.

Non a caso il libro di Enoch è considerato apocrifo, perché, vero o falso che sia, ha un contenuto imbarazzante per la Chiesa Cattolica. È verosimile che i traduttori ufficiali siano stati influenzati dalla loro cultura nel tradurre e decodificare il testo, comunque è la "ruota della Storia", che porta l'uomo ad interpretare gli avvenimenti che lo circondano a suo favore ed, ovviamente, a sfavore degli avversari politici, militari e religiosi.

Ci sono, tuttavia, opere che, una volta tradotte, ci appaiono chiare nei loro contenuti e simbolismi.

Leggendo alcuni passi dei testi apocrifi del Vecchio Testamento le cose appaiono proprio come la storia ufficiale oggi non vuole ammettere, cioè che gli alieni non solo ci sono, ma ci sono sempre stati!

Questo è il caso dell'Apocalisse apocrifa del profeta Baruk, il quale:

"...piangendo sulla prigionia di Gerusalemme, stava presso il fiume Kibron, quando anche Abimelech fu salvato dalla mano di Dio nei possedimenti di Agrippa. Egli sedeva presso le bellissime porte ove aveva sede il Santo dei Santi..."

Così comincia la narrazione di Baruk, al quale, mentre si chiedeva come mai Dio permettesse al re Nebukadneazar di invadere la sua città, apparve un angelo mandato dal Signore con il compito di mostrargli i misteri del Cosmo.

"...suvvia, - dice l'angelo - ti mostrerò i segreti di Dio."

La storia che segue ha dell'incredibile: è di sapore pressoché contattistico.

Baruk è il Kenneth Arnold di 2.600 anni fa. Baruk vede macchine volanti, satelliti artificiali e razze aliene; ma lasciamo a lui la parola...

[ continua... ]



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