Ricerche


Le guerre stellari di Mohenjo-Daro

Autore: Corrado Malanga
Tipo: Ricerche
Data: Agosto 1999
Visite: 2758

Dai Vimana dell'epopea del Ramayana alle scoperte di David Davenport. I risultati delle analisi sui reperti di Mohenjo-Daro: sono contaminati da radiazioni atomiche.

La protoufologia è quella branca dell’ufologia la quale studia la possibilità che, anticamente, la Terra sia stata visitata da razze aliene. Che i contatti con civiltà esogene al nostro pianeta non siano una novità si può dedurre da un’attenta lettura di molti antichi testi, reinterpretabili in una chiave diversa alla luce di una serie di requisiti e conoscenze che l’uomo di quei tempi non possedeva.

In quest’ottica alcuni studiosi paragonano il termine "lungo coltello" usato dagli indiani Sioux per descrivere un fucile, all'espressione biblica "spada fiammeggiante" che l’Arcangelo Gabriele, a guisa di fucile laser, impiega, nell'Eden, per tener lontani Adamo ed Eva dall’albero della vita e della morte.

Presso tutte le popolazioni della Terra ed in tutte le leggende si sente parlare di esseri venuti dallo spazio, dotati di armi e tecnologie avanzatissime, i quali, poi, se ne sarebbero andati per la loro strada.

Così come quella europea, la letteratura indiana è stracolma di tali racconti. Prendiamo in considerazione l’impero Ashoka, che distrusse, in una sanguinosa guerra, il più antico impero Rama (9.000-7.000 a.C.). Il teatro di queste operazioni era la valle del fiume Indo, che attraversa il cuore del Pakistan.

L’impero Ashoka era retto da nove scienziati che avevano scritto nove libri riguardanti altrettanti domini della scienza. Tali libri non ci sono pervenuti, in quanto gli Ashoka, in seguito, si convertirono al Buddismo, rifiutavano ogni idea di belligeranza e temevano che le loro scoperte scientifiche fossero malamente impiegate.

Uno di questi libri si intitolerebbe "Il segreto della gravitazione" e sarebbe noto agli storici sanscritisti, pur restando ancora celato in qualche lamaseria buddista, forse a Lhasa, nel Tibet. Vi si troverebbero gli elementi per controllare la gravità, oltre alla descrizione di futuristiche armi di micidiale potenza. Il dottor Ruth Reyna, dell’Università di Chandrigarh, ha studiato alcuni di questi testi, scoperti recentemente dai Cinesi e tradotti dal sanscrito.

Secondo il dottor Hatcher Childress, studioso delle stesse tematiche, la cosiddetta "Laghima", forza che esiste al livello di capacità umana, riguarderebbe qualche sorta di "forza centrifuga", in grado di eliminare quella gravitazionale. Che si tratti di qualcosa che ha a che fare con l’SST?

Le macchine volanti che facevano uso di tale principio venivano chiamate "Astras", ma non basta. Nel testo si parlerebbe, inoltre, del metodo per rendersi invisibili, detto "Antima", descritto anche dal lama medico Lobsang Rampa nel suo libro intitolato “Il Terzo Occhio”.

Poi c’è il metodo detto "Garima", che serve per aumentare il peso delle cose (adesso si direbbe che serve per creare deformazioni dello spazio-tempo).

Delle macchine volanti degli antichi Dei dell’India parla anche il Ramayana, opera epica in diciassette volumi, che descrive amori, battaglie e vizi degli Dei dell’impero Rama. Nel Ramayana le meravigliose macchine volanti vengono chiamate "Vimana".

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